Fondata nel 1965, Renzacci SpA ha costruito la sua leadership globale con una presenza radicata in 130 paesi. E si posiziona oggi come produttore di macchinari e promotore di una rivoluzione culturale nel settore della cura professionale dei tessuti (PTC).
Marco Niccolini, Direttore commerciale e marketing di Renzacci, delinea i pilastri su cui poggia l’attività del gruppo, puntando sulla transizione verso sistemi biocompatibili.
Abbiamo estrapolato i punto piu significativi di una sua recente intervista su Cinet.
La Rivoluzione del Bio Drycleaning
Il punto di rottura rispetto al passato è rappresentato dal superamento della vecchia contrapposizione tra lavaggio ad acqua e a secco. Niccolini è molto netto su questo punto:
“Non c’è dubbio che nel settore della cura tessile a livello mondiale sia in atto una chiara e irreversibile rivoluzione. Riguarda il concetto di quello che un tempo si chiamava lavaggio a secco. La rivoluzione si chiama BIO DRYCLEANING e vede l’azione innovativa combinata con le macchine per il lavaggio a secco bio e solventi naturali per offrire risultati mai raggiunti prima.”
Secondo Niccolini, il valore aggiunto di questa tecnologia risiede nel fatto che queste macchine “offrono un servizio che va oltre un semplice lavaggio di alta qualità, promuovendo il benessere, la biocompatibilità e la biosostenibilità”.
Tecnologia e capitale umano: un equilibrio necessario
Uno dei temi più caldi toccati nell’intervista riguarda il ruolo dell’automazione e dell’informatica. Se da un lato Renzacci dà priorità all’integrazione di tecnologie informatiche nei propri prodotti, dall’altro Niccolini avverte che la tecnologia da sola non basta:
“La principale minaccia che riscontriamo in tutti i paesi in cui siamo presenti è la convinzione che la tecnologia possa sostituire completamente le importanti competenze e il know-how personali che ancora oggi fanno la differenza nell’offrire un servizio di qualità ai clienti.”
Il rischio, sottolinea il manager, è che una mancanza di formazione renda difficile sfruttare i vantaggi dell’IT, esponendo inoltre le aziende a rischi reputazionali: “Un’impresa di lavanderia e tintoria non adeguatamente formata può essere facilmente indotta in errore da informazioni false, con gravi conseguenze per la reputazione e la redditività del nostro settore.”
Sostenibilità ed economia circolare
Per il Gruppo Renzacci, la sostenibilità è un driver economico, non solo un valore etico. Gli obiettivi aziendali sono focalizzati su:
- Innovazione orientata alla riduzione dei costi di gestione.
- Attenzione particolare all’economia circolare.
- Sviluppo di soluzioni sostenibili applicate trasversalmente al lavaggio bio e ad acqua.
Strategie di mercato: flessibilità e diversificazione
Per espandere la quota di mercato rispetto al lavaggio domestico, la ricetta proposta è la diversificazione dei servizi. Niccolini suggerisce di guardare oltre il tradizionale trattamento dei capi, aggiungendo “servizi logistici e servizi di disinfezione per tutti gli oggetti presenti nella vita quotidiana del cliente, non necessariamente riconducibili al lavaggio degli indumenti”.
In questo scenario, la dimensione aziendale conta meno della reattività: “Certamente la flessibilità è molto più importante della dimensione. La capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato rappresenta la chiave del successo.”
Una Visione per il futuro
L’intervista si chiude con un messaggio di forte ottimismo per i professionisti del settore e un invito alla collaborazione tramite le associazioni di categoria, dove la condivisione delle esperienze non deve essere vista come una perdita di vantaggio competitivo, ma come una crescita comune.
L’imperativo per il futuro rimane uno solo:
“Rimanere informati e cercare costantemente di innovare è innanzitutto un piacere e poi una necessità redditizia!”

